Un viaggio dentro la sede più iconica della sharing economy. Cosa succede quando un’azienda trasforma il design dei suoi uffici in una rappresentazione reale del suo brand.
Immaginate di varcare la soglia del vostro ufficio e invece del solito open space asettico, trovarvi in un accogliente appartamento Parigino. Oppure di fare una riunione in una tipica machiya giapponese. Questo non è un sogno, ma la realtà quotidiana dei dipendenti Airbnb nel loro quartier generale di San Francisco. Quando nel 2017 Airbnb ha trasformato un ex stabilimento industriale nella Brannan Street in una sede aziendale, ha fatto molto più che un semplice intervento di restauro. Con il design dei suoi uffici ha creato una rappresentazione fisica della sua missione: far sentire le persone a casa in qualsiasi parte del mondo. E mentre in Italia ancora discutiamo di open space e smart working, forse dovremmo prendere appunti.
Lindsey Bornstein, Head of Workplace Design, ci spiega: “Volevamo che ogni spazio raccontasse una storia. Non un semplice luogo di lavoro, ma un’esperienza immersiva nel nostro brand“.
Airbnb con il design dei suoi uffici crea spazi in cui si respira l'anima stessa del brand
Cammini tra i corridoi della sede di Airbnb e ti sembra di viaggiare. Non c’è traccia di quel design impersonale tipico degli uffici, ma, al contrario, un’atmosfera che ti avvolge come in una casa. È qui che capisci davvero cosa significa “Belong Anywhere“.
Prendi le sale riunioni, per esempio. Niente di quelle stanze asettiche con tavoli lucidi e sedie tutte uguali. Qui ogni incontro può diventare un piccolo viaggio. C’è la sala ispirata a una machiya di Kyoto, con i suoi tatami e le porte shoji che filtrano una luce soffusa. Entri e improvvisamente il tono della conversazione cambia, diventa più calmo, più meditato. Poco più in là, un loft parigino con travi a vista e mobili vintage trasforma una noiosa riunione operativa in qualcosa di più elegante, quasi come se stessi discutendo di affari in un caffè sul Boulevard Saint-Germain.
E poi ci sono i materiali, quelli veri. Non il solito legno laminato da ufficio, ma assi di recupero che portano ancora i segni della loro storia precedente. I tessuti sono stati scelti con cura, molti fatti a mano da artigiani locali. Persino l’illuminazione è studiata per ricordare quella domestica, lontana anni luce dai neon freddi che di solito affollano gli spazi lavorativi.
Ma è forse nelle aree comuni che il concept prende davvero vita. Non sono semplici spazi di passaggio, ma luoghi pensati per far nascere conversazioni. Piccoli giardini interni dove ci si può sedere tra piante autoctone, cucine che invitano a prepararsi un caffè insieme invece di correre verso la macchinetta, angoli con divani profondi e librerie piene di titoli interessanti. Sono dettagli che fanno la differenza, che trasformano l’ufficio da luogo di lavoro a spazio in cui vivere e sentirsisi bene.
La magia sta proprio qui: in queste scelte che, prese singolarmente potrebbero sembrare solo estetica, ma che insieme creano un ambiente dove le persone lavorano meglio, più volentieri e più a lungo. Non è un caso che i numeri dimostrino come chi lavora qui sia più creativo e più soddisfatto. Perché quando l’ufficio smette di sembrare un ufficio, succede qualcosa di speciale.
Perché questo design funziona? La psicologia dietro gli spazi che ispirano
C’è qualcosa di magico nel design deli uffici di Airbnb che va oltre l’estetica. È come se avessero catturato l’essenza stessa del loro brand e l’avessero trasformata in mattoni, legno e luce. Ma perché questo approccio funziona così bene? La risposta sta in un mix di psicologia, cultura aziendale e un pizzico di rivoluzione silenziosa del concetto stesso di lavoro.
- Il potere dell’autenticità
In un mondo dove molti uffici sembrano usciti dallo stesso catalogo, Airbnb ha scelto la strada opposta: niente finte piante, niente poster motivazionali, niente arredi che sembrano impersonali. Ogni elemento è vero. Questa autenticità crea un legame emotivo. Quando siedi in una riproduzione perfetta di una casa giapponese, non stai solo facendo una riunione ma stai vivendo un’esperienza. E il cervello umano reagisce diversamente agli spazi che sente autentici: si rilassa, si apre, diventa più creativo.
- La nostalgia come strumento di lavoro
Quante volte hai pensato: “Qui sembra casa” mentre eri in ufficio? Probabilmente mai. Eppure, è esattamente la sensazione che Airbnb vuole evocare. Le luci calde, i materiali naturali, gli spazi raccolti, tutto ricorda un ambiente domestico, non una corporate cage. La nostalgia è un’emozione potentissima: riduce lo stress, aumenta il senso di appartenenza e, sorprendentemente, migliora la produttività. Se ti senti a tuo agio, lavori meglio. Semplice, no?
- Micro-mondi per macro-idee
Cambiare ambiente a seconda del tipo di riunione non è solo piacevole ma è scientificamente efficace. La psicologia ambientale dimostra che gli spazi influenzano il nostro modo di pensare. Una discussione strategica in un loft parigino avrà un tono diversa dalla stessa riunione fatta in una sala stile Brooklyn. È come se ogni stanza “preparasse” la mente a un certo tipo di conversazione: più riflessiva in un ambiente zen, più dinamica in uno spazio industriale. Airbnb ha praticamente creato delle “stanze dell’umore” per il lavoro.
- La magia degli incontri casuali
Le migliori idee spesso nascono nei corridoi, davanti a un caffè, o in quei momenti informali in cui la mente vaga libera. Airbnb lo sa, e ha progettato le aree comuni come veri e propri social hub: cucine spaziose, giardini interni, divani accoglienti. Non sono spazi di passaggio, ma luoghi dove le persone vogliono fermarsi. E quando le persone si fermano, iniziano a parlare. E quando parlano, nascono collaborazioni inaspettate.
- Un ufficio che è un manifesto (vivente) del brand
Molte aziende spendono milioni in campagne per comunicare i loro valori. Airbnb ha fatto di meglio: ha costruito un ufficio che è il suo brand. Ogni visitatore che sia un dipendente, un cliente o un partner vive in prima persona cosa significa “Belong Anywhere”. Non deve essere spiegato: lo senti. E questa coerenza tra ciò che dici e ciò che fai crea una fiducia istintiva nel brand.
I RISULTATI
+34% retention dipendenti
60% visite in più da partner
E in Italia? Potrebbe funzionare?
Immagina una sede a Milano con sale riunioni che sembrano cortili lombardi, o una workspace in Sicilia ispirata alle case di pietra di Modica. L’Italia ha un patrimonio architettonico e culturale perfetto per questo approccio. Il punto non è copiare Airbnb, ma capire il principio: gli spazi di lavoro possono essere un’estensione della tua identità. Che tu sia una startup tech o un’azienda manifatturiera, creare un ambiente che racconti la tua storia e che metta le persone al centro può cambiare tutto.
Forse è ora di ripensare anche i nostri uffici. Non credi?
Per maggiori informazioni sul mondo di Airbnb, visita il loro sito ufficiale.

